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Psicologia

Psicologia delle dipendenze, come condizionano lo stile di vita

Quando si parla di dipendenze, per lo più, si pensa alle dipendenze da sostanze, possono essere tanto le droghe quanto gli psicofarmaci o l’alcol, ma non esistono solo queste. Ci sono, infatti, delle dipendenze chiamate comportamentali, quindi non dovute all’uso sostanze. Qui vediamo di cosa si tratta e di come queste incidono, ovviamente in modo negativo, sullo stile di vita e come la psicologia delle dipendenze possa aiutare a uscirne.

Psicologia delle dipendenze, di cosa stiamo parlando

La psicologia delle dipendenze è quella branca della psicologia che si occupa prettamente delle dipendenze patologiche, sia quelle derivate dall’abuso di sostanze sia quelle inerenti alle dipendenze comportamentali. Ma se le prime sono ben note, le seconde stanno iniziando a essere conosciute dai più solo da qualche anno.

Le dipendenze comportamentali, New Addiction, che sono state definite dall’OMS sono la dipendenza da gioco d’azzardo e la dipendenza dai videogiochi, ma come si può ben immaginare non sono certamente queste le uniche. La dipendenza dalla tecnologia, con tutte le sue specificità, quindi gaming, social, video e così via, è una delle sfaccettature delle dipendenze comportamentali più evidenti.

C’è poi lo shopping compulsivo, ma anche la dipendenza sessuale, insomma, si tratta, a voler dare una vera definizione, di comportamenti che includono una serie di attività anche quotidiane che sfociano nel patologico, quindi non più vissute in modo normale, ma per l’appunto con dipendenza.

Come si riconosce una dipendenza comportamentale

La dipendenza implica il forte desiderio di assumere una certa sostanza o fare una determinata attività. Nel caso che abbiamo preso in esame, si tratta del desiderio irrefrenabile di fare certe cose, come appunto giocare ai videogame, fino al punto di sviluppare una vera e propria dipendenza.

Questo fenomeno comporta anche una scarsa, o totale, capacità di riuscire a controllare tale comportamento, come per esempio accade a molti ragazzi che non riescono a smettere di giocare ai giochi elettronici, o perfino agli adulti che trascorrono la gran parte della giornata sui social, fino ad azzerare i rapporti sociali reali.

Queste persone finisco per alienarsi in un mondo tutto loro, sempre più chiusi nel virtuale, abbandonando tutti gli interessi del mondo reale. Molti smettono di frequentare amici e parenti, di andare in palestra e, sovente, perdono anche il lavoro o pregiudicano gravemente il rendimento scolastico.

Il desiderio di ricorrere, e quindi reiterare, a tale atteggiamento, prende il nome di craving, per l’appunto, un desiderio irrefrenabile di mettere in atto il comportamento patologico, pur consapevoli delle conseguenze che quel comportamento porterà.

Ogni energia viene impiegata per mettere in atto il comportamento patologico e se non raggiungono l’obiettivo vengono colti da stati di ansia e forte insofferenza, esattamente come fosse una crisi di astinenza.

Proprio come nel caso della dipendenza da sostanze, una volta raggiunta la soglia di tolleranza, la quantità di tempo da trascorrere nell’atteggiamento patologico deve aumentare.

Quali sono le possibili cure

Quando ci si rende conto di avere una dipendenza o quando qualcuno ce lo fa notare si dovrebbe ricorrere tempestivamente al supporto di gruppi d’ascolto/aiuto o di un professionista. Un bravo psicoterapeuta comportamentale può essere, in associazione -se il caso- a dei farmaci, la chiave di svolta.

Il primo passo è quindi quello di allarmarsi davanti anche al solo sospetto, sarà poi il terapeuta a valutare se vi siano i criteri o meno che portano alla diagnosi di una dipendenza. Tali criteri, normalmente, sono sei: la preminenza dell’atteggiamento patologico, l’influenza di questo sull’umore, la tolleranza, i sintomi da astinenza, il conflitto e la recidività dell’atteggiamento.

Si deve lavorare anche sull’aspetto del piacere che tale comportamento dà al soggetto che lo mette in atto. Spesso, infatti, la dipendenza comportamentale scaturisce da una situazione di sofferenza fisica o emotiva.

Attraverso la terapia il paziente recupera la sua socialità e riprende contatto con la realtà. I temi dipendono dalla gravità della situazione, per cui sarà il medico a valutare caso per caso.

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