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Salute

Profilassi iodica: lo scudo per proteggersi da attacchi nucleari

Con le tensioni in atto tra Ucraina e Russia inasprite dall’intervento di altri Paesi la situazione sociopolitica è estremamente delicata: ci sono già state minacce, nemmeno troppo velate, che hanno fatto temere il peggio. Ci sono esperti di politica internazionale che hanno lanciato l’allarme di un possibile attacco nucleare e lo sfiorare di scontri proprio in prossimità di impianti di questa tipologia hanno generato il caos. Gli esperti del settore salute però hanno dato voce ai bisogni delle persone di essere tranquillizzati e lo hanno fatto con dati scientifici alla mano, parlando di Iodio come profilassi per attacchi nucleari e specificando come l’utilizzo di iodio incontrollato e senza stretta sorveglianza medica possa danneggiare l’organismo.

Profilassi iodica: cosa devi sapere

La carenza di iodio può essere un problema, ecco perché viene raccomandato nel quotidiano l’utilizzo di sale iodato in cucina. Oltre però ad esserne consigliata l’assunzione in caso di carenza, la medicina parla anche dei suoi benefici nella protezione della tiroide che riesce così a ridurre l’assorbimento di iodio radioattivo.

Quando si parla di profilassi iodica o iodio profilassi si fa riferimento ad una protezione per i gruppi più sensibili che possono così tutelarsi in caso di un attacco nucleare; ad esporsi è stato l’Istituto Superiore di Sanità che ha invitato i cittadini ad evitare terapie e profilassi fai da te che potrebbe essere in realtà dannosa. Al momento i medici e gli specialisti consigliano solamente l’utilizzo di sale iodato come supporto per combattere la carenza di iodio che solitamente può portare all’ipotiroidismo congenito. Perché si parla oggi di iodio profilassi? Perché il prodotto potrebbe essere utile in caso di guerra nucleare per alcune categorie particolarmente sensibili.

Cosa sono le radiazioni ionizzanti

In questi giorni sentiamo sempre più frequentemente parlare di “radiazioni ionizzanti” ma di cosa si tratta? Sono particelle e onde elettromagnetiche che hanno la capacità di rompere i legami atomici del corpo con cui entrano in contatto andando ad ionizzare atomi e molecole. In poche parole, quando si entra in contatto con materiale radioattivo ci si espone a radiazioni ionizzanti.

Non si tratta di una novità per l’umanità purtroppo, abbiamo ancora oggi gli orrori dovuti all’esplosione a Chernobyl: oltre ai morti nell’impatto e a quelli nei giorni seguenti il territorio è ancora impraticabile e il numero di tumori e problemi genetici nella zona è davvero altissimo. Il disastro accaduto a Chernobyl nell’86 è stato attentamente studiato da esperti che hanno evidenziato come oltre 5 milioni di persone siano ancora esposte alle radiazioni dall’esplosione di oltre 30 anni fa.

Il rischio in caso di esposizione a radiazioni è proporzionale alla vicinanza all’esplosione: questo significa che i soggetti in prossimità del disastro nucleare sono più esposti a patologie, chi è più lontano in proporzione ha una percentuale ridotta di pericoli.

Perché lo iodio può fare la differenza

Lo iodio rientra tra i micronutrienti necessari per far funzionare correttamente l’organismo umano e si colloca quasi interamente all’interno della tiroide. La tiroide è conosciuta per essere responsabile della crescita e dello sviluppo e qualora ci fossero dei malfunzionamenti potrebbero provocare problematiche importanti sul nostro corpo.

La quantità adeguata di iodio fa in modo che la tiroide possa continuare a lavorare in modo corretto; esponendosi a radiazioni però è necessario intervenire con terapie. Il Piano di Iodio Profilassi viene consigliato dagli esperti medici in caso di gestione di emergenze radiologiche e nucleari. Secondo il parere dei medici esperti è necessario assumere lo iodio 24 ore prima e fino a 2 ore dopo l’esposizione. Sempre secondo gli studi è consigliato continuare la somministrazione in una finestra fino ad otto ore dopo l’inizio dell’esplosione. Attenzione: continuare la somministrazione dopo 24 ore dall’esplosione può causare danni superiori ai benefici. Ecco perché i medici sconsigliano terapie fai da te.

Le pillole di iodio: pericolose se non assunte correttamente

In questi giorni abbiamo assistito ad una corsa in farmacia per accaparrarsi le pastiglie di iodio; i farmacisti più accorti hanno segnalato la pericolosità del farmaco ma anche i medici si sono espressi chiaramente. In una intervista sul Messaggero, il Dottor Burioni ha raccomandato di evitare l’assunzione di pillole di iodio senza il consenso sanitario poiché potrebbe provocare causare danni gastrointestinali e cutanei ma soprattutto può portare danni importanti alla tiroide in caso il dosaggio non sia adatto.

Iodio: il supporto per soggetti fragili

Secondo gli esperti e le voci più autorevoli lo iodio è utile nei bambini inferiori ai 10 anni e nelle donne in stato di gravidanza: attenzione però, mai fare da sé e ascoltare il parere del medico che saprà consigliare dosaggio e la giusta terapia. Lo Iodio aiuta quindi a difendersi dai tumori alla tiroide che però è bene specificare hanno una risoluzione verso la guarigione nella quasi totalità dei casi. Se ci dovesse essere davvero un’esplosione nucleare, in pericolo non ci sarebbe solamente la tiroide poiché sostanze come lo stronzio, il polonio, l’uranio, il nettunio e il plutonio potrebbero causare danni importanti all’intero organismo.

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