Psicologia

Consulenza psicologica online: perché è efficace

Se c’è un aspetto della nostra società che la pandemia da Covid-19 ha ribadito con prepotenza, questo è il forte impatto che i mezzi tecnologici, e la rete in particolare, hanno sulla nostra quotidianità.

Nell’attuale e drammatico momento storico, il web, in un modo o nell’altro, ci sta salvando: tiene a galla attività, commerci, scuola e professioni, impedendo il crollo totale dell’economia e riducendo il disagio.

Inoltre, il fatto che dal 2013, per decisione del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, gli operatori del settore possano fornire prestazioni anche in modalità online, consente a tutti coloro che necessitano di supporto psicologico, in questo momento, di non dover rinunciare a curarsi.

Consulenza psicologica online: di cosa si tratta e come funziona

Attualmente i principi espressi negli artt. 6, 7 e 11 del Vigente Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, non consentono di effettuare pratiche di attività psicodiagnostica e psicoterapeutica tramite Internet, ma le consulenze psicologiche online sono ammesse da tutti gli Ordini Regionali ad eccezione del Lazio.

Ciò vuol dire che il paziente può usufruire del servizio, oltre che in presenza, anche da remoto, grazie a mezzi telematici quali le video-chat, le chat, Skype.

Un supporto evidentemente prezioso che permette al soggetto di ascoltare il parere di un esperto in merito a disagi e problemi che lo riguardano.

Il tutto ovunque sia possibile e si trovi, anche senza muoversi da casa, poiché è sufficiente avere una connessione con pc, tablet o smartphone.

Va da sé che tale fenomeno, già diffuso da tempo, ha finito per avere una rapida accelerazione in questo anno di pandemia, con tutte le restrizioni che ne sono derivate.

Pro e contro della consulenza psicologica online 

Il ricorso alle consulenze psicologiche online, dunque, si sta velocemente diffondendo ed incrementando.

Ma è un bene o un male?

In realtà, come qualsiasi altro fenomeno, esso presenta vantaggi e svantaggi.

Per quanto riguarda i pro, decisamente notevoli, non si possono non menzionare i seguenti:

  • possibilità di poter usufruire della consulenza in qualunque momento e luogo, una eventualità che giova, solo per fare un esempio, a chi, per varie ragioni, non può lasciare la propria abitazione. Allo stesso modo, un paziente in cura psicologica che non potesse per diversi motivi, familiari, geografici, lavorativi o di altra natura, recarsi con puntualità agli incontri in presenza, grazie ad Internet non è più costretto a rinunciare alla terapia;
  • numerosi studi e ricerche sulla validità della consulenza psicologica online, come quelli di Zabinski e Yageron Z solo per citarne un paio fra i più autorevoli, ne hanno messo in luce l’efficacia a livello terapeutico e soprattutto per alcune problematiche sarebbe superiore a quella della visita tradizionale (pazienti che soffrono di determinate problematiche si sentono maggiormente a proprio agio e liberi di esprimersi quando un monitor li separa dal curante).

Ovviamente non è tutto rose e fiori, e tra i contro della consulenza psicologica online vanno annoverati:

  • rischio di Digital Professional Divide, ovvero che si crei un divario enorme tra i professionisti in grado di promuoversi attraverso la rete e quelli che, invece, non lo fanno;
  • pericolo che mere motivazioni economiche possano prevalere sulle attuali logiche di solidarietà e colleganza che caratterizzano la professione di psicologo.

Tuttavia, la soluzione c’è: garantire il rispetto delle norme deontologiche che regolano la professione su internet.

Regolare l’attività sul web (e non solo quella di psicologia) è, tutto sommato, la via maestra da seguire per scongiurare pericolose derive e tutelare gli utenti.

Esiste però un ultimo neo delle consulenze online e non è facilmente arginabile.

Esso consiste nel fatto che lo schermo non dà la possibilità di analizzare o soltanto di accorgersi di alcuni aspetti caratteriali del soggetto esaminato che è possibile cogliere solo in presenza: linguaggio verbale, empatia e contatto visivo sono insostituibili e rappresentano, pertanto, il punto di domanda più difficile a cui si dovrà fornire una risposta adeguata nel minor tempo possibile.

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